Bello onesto emigrato Australia

...Il mondo globalizzato ha abbattuto le frontiere. Certo, vivo un po' fuori mano però non è male...


CHI SONO

Blogger: albino
Nome: ALBINO
Vivo in un mondo cosmopolita dove la cultura e' stata bandita.
Vivo in un posto dove perfino gli ingegneri sono integrati nella societa'.
Vivo in un posto dove tutto e' alla rovescia... a cominciare dal vortice dello sciacquone.

Vivo in una gabbia dorata... ma non aprite la porta... non ancora... non voglio rischiare di uscire.

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*loading* Imbecilli hanno perso il loro tempo


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lunedì, 27 febbraio 2006

Close the world, Open the next

...Tutto ha una fine, purtroppo. Soprattutto le cose belle.

Ciao Fede, fai buon ritorno in Italia. Ci siamo divertiti un mondo insieme... ricorderò con affetto e nostalgia le mangiate a casa tua, i caffé da Starbucks nella city, le giornate a Surfers Paradise, surf in spalla, le serate in giro per locali, la cena nel Castello, la festa del QUT in barca, il Mc Donalds alle 4 di mattina di venerdi scorso... e i tanti, tanti altri piccoli grandi momenti in cui mi sono veramente divertito con te e gli altri.

Ora che ve ne tornate a casa tu, Matteo, Eleonora e Mai, perderò una parte di me... e la cosa mi pesa tanto, perché siamo stati veramente un bellissimo gruppo!

..Ma come dici tu, si chiude un capitolo della vita e se ne apre un altro... anche se mentre lo dicevi, in auto verso l'aeroporto, ti giravi a guardare x l'ultima volta le luci della City... chissà cosa pensavi...  

Ad ogni modo, caro Fede, io ti ricorderò così:

Stammi bene, ci si vede quest'estate. Enjoy!

da sinistra, in alto: Cinzia (ITA), Sabrina (ITA), Mariana (BRA), Matteo (CUEA), Fede (ITA), albino (MERDA).

Da sinistra, in basso: Oliver (AUS), Mai (JPN), Elisa (ITA), Giorgia (ITA)


postato da: albino alle ore 08:43 | link | commenti (16)
categorie: albino racconta
venerdì, 24 febbraio 2006

Full of retorics until the ears...

 

Dopo un po' capita che ti accorgi che stai parlando in inglese e non ci fai piu' caso. E ti ritrovi a pensare fuck! I was talking in english! E pensi: "Cazzo, ma davvero un anno fa non sapevo parlare in inglese? E' cosi' facile e naturale.... Naahh... l'ho sempre saputo e' impossibile!"

...Dopo un po' capita ti accorgi che la mattina hai BISOGNO di vedere il TG1 su SBS alle 7:20 di mattina, prima di andare al lavoro. Non per le notizie dall'Italia, ma xché le polemiche, il botta e risposta tra 14 politici diversi, la violenza, i casi umani, il gossip, ti mancanbo da morire. E pensi: "Cazzo, ma davvero un anno fa mi lamentavo del telegiornale??"

...Dopo un po' capita che metti a posto delle vecchie foto scattate mesi fa, e rinominando la cartella tipo "12 Dicembre - Sunshine Coast" ti rendi conto che sono mesi che vivi in Estate e ti eri praticamente dimenticato che il fatto di girare in maniche corte è una cosa passeggera, che non si vive tutta la vita senza provare la sensazione del freddo.

E' proprio vero che ci si abitua a tutto. E che le cose che hai le dai per scontate, sognando quello che non hai.


postato da: albino alle ore 09:22 | link | commenti (5)
categorie: stralci di vita vissuta
martedì, 21 febbraio 2006

India

 ...Gente... noi in Italia gli indiani siamo abituati a vederli (piu' o meno) solo con le rose in mano nei locali... e spesso pensiamo pure "guarda sti poveretti", quando addirittura non "guarda sti rompi coglioni"...

La settimana scorsa mi è arrivato un nuovo collega, un indiano.

Beh... io non ho mai visto una persona con i coglioni più quadrati di questo. Un grande. Un missile.  Non ho parole... sapevo che x fama gli ingegneri indiani sono una spanna sopra, ma non avevo idea di quanto grande fosse sta spanna! Almeno mezzo metro...


postato da: albino alle ore 08:38 | link | commenti (16)
categorie: albino racconta
martedì, 14 febbraio 2006

Venezia - Ultimo episodio

[Piccola ed educata premessa: AH RINCOJONITI! Dopo aver letto questo post siete pregati di scaricare ed ascoltare quel link der cazzo che c'e' alla fine di questo post. Solo cosi' potrete capire il motivo che mi ha spinto a fare questi post su Venezia. CHIARO??!? ]

 

Ieri ho ricevuto più di 170 visite (e un commento, ma lasciamo perdere...). Beh, evidentemente questo excursus interessa ben più delle mie avventure australiane... che ci volete fare, Australia, USA, Giappone, CIna, Brasile, Francia... il mondo è fantastico ma niente tira come Venezia.

Venezia, la città sorta sulle acque. La città che poggia su di una foresta capovolta, riprendendo la definizione di Scarpa.

Nel '500 Venezia era la città più popolosa d'Europa, lo sapevate? Oggi Venezia conta 66000 abitanti... il Mondo Moderno la sta uccidendo.

Prima, ha creato un cordone ombelicale per legarla alla terraferma, un ponte non levatoio che ha permesso all'orda di Barbari che ogni giorno la invade di scavalcare le sue mura d'acqua... e pensare che era nata lì proprio per permettere alla gente di salvarsi dai Barbari...

Poi, non contento, il Mondo Moderno ha cercato di soffocarla, appestandone le acque, inquinandola alla radice...

Ed ora, non ancora soddisfatto, il Mondo Moderno si prende beffe di lei. La sta affogando in un mare di burocrazia, nel malgoverno, la sta appestando col cancro del comunismo. Lei che fu governata stabilmente per piu' di 1000 anni (nel 2011 L'Italia compirà 150 anni. Quanto Maestosa appare La Serenissima, di fronte a questa "bambina"?). La sta lasciando affogare sott'acqua e non fa nulla per salvarla... Lei, l'opera suprema di ingegneria idraulica, la città sorta in un posto in cui oggi il Mondo Moderno non sarebbe in grado di farla sorgere... e durare mille anni.

Perché... perché il Mondo Moderno è così. Guarda avanti, non si cura di quello che lascia indietro. Crede di essere superiore. Non è così. Non per Venezia, almeno.

Venezia, la città più bella del mondo. C'è voluta tutta la sua storia per dar vita a questo: 1500 anni di storia pel casso, direbbe uno che conosco.

E io sono fiero di farne parte.


postato da: albino alle ore 11:36 | link | commenti (16)
categorie: albino vi insegna
lunedì, 13 febbraio 2006

Continua 2 - In tema di campagna elettorale

 

La Serenissima Repubblica di Venezia e' stata la repubblica piu' longeva della storia, lo sapevate?  Piu' di mille anni di gloriosa storia, durante la quale non e' stata creata solamente la piu' grande opera di ingegneria idraulica di sempre, ma si e' sviluppato un popolo raffinato nell'arte (che ha lasciato opere d'arte eccezionali sparse per un'area che comprende buona parte del nord Italia, dell'Istria, della Croazia, fin giu' quasi in Albania, a Cipro...), nella cultura, crocevia di commerci e di ricchezze, un popolo di navigatori ed esploratori. E un esempio mirabile nella gestione politica, al cui confronto l'Italia di oggi sembra piccola piccola nella sua pochezza politica, nella sua giovinezza repupplicana.

Leggete qui come veniva eletto il doge, il Premier veneziano...  (fonte: www.venessia.com )

Il doge incarna la maestà dello stato. Indossa vesti sfarzose, manti in ermellino, oro e argento. Il corno ducale lo usa nelle numerose processioni, ma ne ha uno più prezioso chiamato zogia (gioiello) messo solo nel giorno della sua incoronazione in cima alla scala dei Giganti e nel giorno di Pasqua in visita alla chiesa di S. Zaccaria. Alla sua morte viene esposto nella sala del Piovego di palazzo ducale, portato con enorme seguito fino alla chiesa di San Giovanni e Paolo. Il suo corpo viene sollevato nove volte dai marinai al grido di "Misericordia!" Ma quello non è il doge, è un saco de pagia, e maschera de cera. La vera salma viene seppellita di notte nel riserbo più assoluto nella sua tomba di famiglia. Si, c' é rispetto, devozione e onore alla carica ma non alla persona. I suoi poteri sono stati negli anni sempre più limitati per evitare indesiderate reviviscenze monarchiche e vengono ancor più limitati dai "Correttori alla Promissione ducale". Il doge è uno dei dei rarissimi magistrati veneziani con mandato illimitato. La votazione per fare un doge è molto complicata. Si inizia con 1000 o 2000 patrizi davanti ad un urna in cui si trovano tante palle di rame quanti sono i votanti ma solo 30 dorate, e il ballottino. Un bambino tra gli otto e dieci anni scelto a caso pesca alla cieca le palle e le consegna ai nobili che gli passano davanti. I trenta che hanno ricevuto la palla dorata rimangono e gli altri se ne vanno. Il nome di ognuno dei dei trenta, gridato ad alta voce dagli uscieri, fa però uscire tutti i suoi parenti. Infatti i votanti rimasti devono appartenere a famiglie diverse. La sorte elimina ventuno dei trenta prescelti e tocca ai nove superstiti la designazione di quaranta elettori subito ridotti a dodici da una nuova elezione. I dodici eleggono, con una maggioranza minima di nove voti, venticinque nuovi elettori, sedici dei quali eliminati subito per estrazione a sorte. Tocca poi ai nove rimasti eleggerne quarantacinque dei quali solo undici verranno designati dalla balla d'oro come elettori degli lettori del doge. Ai quarantun elettori-eletti (che non devono far parte né degli undici, né dei nove, né dei dodici estratti negli undici sorteggi) spetta l'elezione del doge mediante un conclave che può durare anche sessantotto scrutini come nell'occasione di Carlo Contarini nel 1655. Una volta eletto, con una maggioranza di almeno venticinque voti, il doge si presenta al popolo in piazza San Marco nel suo pozzetto sorretto dagli arsenalotti con tanto di lancio delle monete alla folla festeggiante. Il doge, molto spesso, coronava con la sua elezione una lunga carriera al servizio della Serenissima nelle ambascerie, nel governo delle colonie e nell'attività parlamentare. Al doge venivano vietate molte cose. Non poteva proporre misure che aumentassero i suoi poteri, non poteva abdicare se non erano gli altri ad imporglielo. Non poteva ricevere nessuno in veste ufficiale senza la presenza dei consiglieri, non poteva concedere udienze private. Se qualcuno in qualsiasi circostanza gli parlava a tu per tu di affari di stato era obbligato a cambiare discorso. Non poteva esporre in pubblico il suo stemma. Né lui né i suoi parenti non potevano dare o ricevere doni. Nessuno doveva inginocchiarsi dinanzi al doge né baciargli la mano. Non poteva uscire da palazzo Ducale se non in forma ufficiale né andare a teatro o al caffé. Il doge non poteva andare in villeggiatura se non per motivi di salute. Per festeggiare l'elezione di un doge tutta la sua famiglia doveva sostenerne le spese, per non parlare poi del pagamento di tutti i suntuosi corredi dogali e i doni alla basilica di San Marco. Fra le cose vietate al doge c'era pure il proseguimento delle attività mercantili o finanziarie svolte prima della sua elezione. Alla sua morte, celebrati i funerali, c'era il redde rationem dove degli agenti controllavano le entrate e uscite della sua vita per accertare o meno delle irregolarità. Se c'erano erano i suoi eredi a sopportarne le conseguenze.

Pensate se fosse applicato anche oggi questo sistema: quanti soldi avrebbe da pagare all Stato Italiano la famiglia Craxi?


postato da: albino alle ore 05:24 | link | commenti (7)
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venerdì, 10 febbraio 2006

Continua - Prima di spiegare, Albino Consiglia

"I palazzi che vedi, le architetture di marmo, le case di mattoni non si potevano costruire sull'acqua, sarebbero sprofondati nel fango. Come si fa a gettare fondamenta solide sulla melma? I veneziani hanno conficcato nella laguna centinaia di migliaia, milioni di pali. Sotto la basilica della Salute ce ne sono almeno centomila; anche ai piedi del ponte di Rialto, per contenere la spinta dell'arco di pietra. La basilica di san Marco poggia su zatteroni di rovere, sostenuti da una palafitta d'olmo. I tronchi se li sono procurati nei boschi del Cadore, sulle Alpi venete; li hanno fatti scendere fino alla laguna lasciandoli galleggiare lungo i fiumi, sul Piave. Ci sono larici, olmi, ontani, querce, pini, roveri. La Serenissima è stata molto accorta, ha avuto sempre un occhio di riguardo per questo patrimonio di legno; leggi severissime salvaguardano le foreste… Stai camminando sopra una sterminata foresta capovolta, stai passeggiando sopra un incredibile bosco alla rovescia. Sembra l'invenzione di un mediocre scrittore di fantascienza, invece è vero. Ti descrivo cosa succede al tuo corpo in gita a Venezia, a cominciare dai piedi."

(TIZIANO SCARPA - VENEZIA E' UN PESCE - Feltrinelli, Collana: Universale Economica - Pagine: 96 - Prezzo: Euro 6 )



postato da: albino alle ore 10:07 | link | commenti (10)
categorie: albino vi insegna
giovedì, 09 febbraio 2006

Leggete tutto, poi vi spiego...

ORIGINE E PRINCIPIO DELLA CITTA’ DI VENEZIA

Regnando Arcadio, et Honorio Imperatori avendo già diviso l’ Imperio di Theodosio suo Padre, il che fù l’ anno di N.S. 406. Stilicone vandalo già lasciato Capitanio, e Governator del Occidente da Theodosio Imperatore vinto da cupidigia di regnare fu cagione che Radagasso Re de Goti entrassero con gli Ipogotti in Italia (quali erano Goti vagabondi) e con Gopidi, con esercito tale, che trà vandali et Unni erano al numero di duecentomila: e dunque passavano, il tutto a ferro e fuoco mettevano. Entrati dunque nelle contrade di VENEZIA, vicino Padova, et misero gli habitatori in spavento: si che alle lagune del Mare Adriatico se ne fuggirono, senza fermarvi habitationi, fintanto che la furia di quei Barbari cessaro, sperando poi tosto di rimpatriare. Morto Radagasso da Stilicone, li nuovi habitatori di Padova ristorarono al meglio che potè le rovine loro. Succedendo poi Alarico Re de Visigoti per causa Stilicone, (che l’ Imperio voleva usurparsi) di nuovo per le straggi grandi, che fu fatto a’ Barbari occasione per rovinare le mure di Padova ancora fresche, et insieme gran parte de l’ Italia. Nel anno 413, all’ hora concorrendo i popoli Heneti alle lagune, che fù la seconda volta a Riva alta se ne andarono (luogo così chiamato per essere più eminente) nelle lagune dove ritrovando una casa, già da Antinopo navacellaio fabricà di muro dopo l’ essere fuggito dalla furia di Radagasso insieme cò molti altri: ma quegli altri nò volendo quivi far dimora partissi. Hora dico i popoli Heneti appresso questa casa fabbricarono di legname e di canne 24 casucce, non essendo d’ animo fi fermarvisi. Indi appicatosi il fuoco in casa di Antinopo, arsero quelle 24 casette, e questo fu nel 418, l’ anno terzo della fabricatione loro.

Antinopo per questo incendio votossi che estinguendosi il fuoco volea fabricar una Chiesa subito. (O’ cosa miracolosa) venne dal Cielo un pioggia si grande che la fiamma amorzò. Poi l’ anno 421. fu dal sopradetto Antinopo nel principio di Marzo fabbricata la Chiesa di S. Giacomo di Rialto, con l’ aiuto d’ Heneti, la quale fu la prima Chiesa che in Venetia fosse edificata.
L’ anno 421. Li Heneti (morto Alarico e ridottosi insieme, doppo l’ essersi abbruciato le loro 24 casette) udendo i nuovi tumulti, che succedevano per l’ Italia di Ataulfo Re de Visigoti il quale successe doppo Alarico, et similmente nella Francia, Spagna e Lamagna, quelli di altri barbari, senza aspettare l’ ultima rovina de l’ Italia, che poi seguì l’ anno 453. da Attila, doppo la distruzione d’ Aquileia si risolsero di fabricare nelle lagune Adriatiche verso la foce del fiume Brenta, un luogo fermo, e sicuro che era in Riva alta. Dove fatto, insieme un supremo Consiglio, determinarono una elettione de primi, tra loro, i quali havessero carico di edificare una Città di Porto, la quale servisse per refugio delle genti sparse per l’ isole vicine, et in luogo di molte et deboli terre una Città sicura, e sola tenesse, nella quale per guardia del predetto Porto (in occasione di guerra) dovesse un’ armata tenere. L’ anno 421, il giorno 16 di Marzo, furono da i Consoli sopra ciò creati, fatto questo editto: Si quis navalis faber, si quis nauticae reis paritus eo habitaturus se contulerit is immunis esto et c. Alberto Faletro Tomaso Candiano, o Zeno Daulo, furono quelli sopredetta opera eletti, i quali insieme contri principali gentiluomeni, andati a Riva alta, l’ anno sopradetto 421 il giorno 25 del mese di Marzo nel mezzo giorno del Lunedì Santo, a questa Illustrissima et Eccelsa Città Christiana, e maravigliosa fù dato principio ritrovandosi all’ hora il Cielo (come più volte si è calcolato dalli Astronomi) in singolare dispositione. E ciò successero l’ anno della creation del mondo 5601 dalla venuta di Christo, 421. dalla editificazione di Aquileia, e Padova, 1583. e finalmente dalla venuta dè Heneti alla laguna la prima volta anni 13. Ovvero 14. Già essendo la prima Chiesa fondata, e la religione che la Città, e la Signoria tengono. Dio per assicurare l’ Italia la quale minacciava rovina, e per la partita di Costantino, rimanendo in preda de Barbari, il già distrutto Imperio, Sua Divina Maestà volle che una Città Cattolica, e libera sorgesse di nuovo, rappresentando col corpo suo, tutta quella Provincia, dalla quale essa fu partorita.

Mostrando ella con argomenti chiari, inditii aperti, e segni manifesti la bella, e riuscibile maniera, nella nascita sua. Il tempo, la stagione, il mese, settimana, giorno, et hora, insieme con molt’ altre circostantie, furono presaghi delle grandesse sue, alla quale con larga mano dovea il Sommo Fattore concedergli.
Adunque l’ anno 421. Hebbe principio nel qual tempo gl’ huomeni (come a’ secoli de santi Padri, più vicini nella ragione, erano inferverati Nella stagion Primavera, per dimostrare da essere Floridissima in tutte le attione sue. Nel mese di Marzo, il quale da li Egitjj e da latyre nationi più eccelenti anticamente era venerato, e tenuto da Romani (si come hora da Veneti) capo dell’ anno; e nel quale si tiene che questa mondial macchina dal grande Iddio fusse fabbricata, e nel Istesso punto che il Verbo Divino (per noi miseri peccatori prese carne humana e finalmente nel quale si fa comemorattion di tal misterio Giorno che alla Beata Vergine fu annunciata l’ incarnazione del Verbo dall’ Angelo Gabriello).
Lunedì che nel maggior colmo della pienezza sua si ritrovava la Luna. Hora che il sole mostrava la sua più intensa calidità, e chiarezza, segni evidenti che questa Eccelsa Città doveva essere Vergine Christiana e della Croce divota, e della Passione di Christo, e parimenti libera, florida, chiara: e piena assicurarsi dall’ eternità sua la Giustizia e il fondamento. Nell’ Equinotio, all’ hora erano i giorni. Nella Sede di San Pietro Pontefice Massimo, all’ hora havea la residenza sua Papa Celestino Secondo. Nell'’Imperio si ritrovavano Teodosio il Giovine, et Valentino, dinotando la detta Città essere Celeste, e Valenti, gli habitatori di lei, e parimenti di humiltà, di ricchezze, e di prudenza dotati, tal che sicurissimamente si può dire ciò che nell’ Ecclesiastico si trova scritto, al capitolo 25: Tres species odivit anima mea; aggravador valde animae illorum; Pauperem superbum et divitem mendacem et senem fatuum et insensatum, poi chè questi sono da lei molto lontani.

(ANONIMO DEL XII SECOLO – ARCHIVIO MUSEO CORRER – P.D.308,C,V°, RACCOLTA STEFANI)

 


postato da: albino alle ore 10:32 | link | commenti (4)
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sabato, 04 febbraio 2006

Ultime nuove

 

Ciao a tutti!

Ieri sera c'è stato un festone niente male a Spring Hill, sobborgo confinante con la City di Brisbane e, come dice la parola, caratterizzato dall'essere su una collina, con dislivelli che potrebbero ricordare vaghissimamente alcune parti di Los Angeles che si vedono in certi film made in USA, ecco, se vogliamo...

La festa è stata molto bella, ho conosciuto al solito una bella botta di gente e.. non ci crederete... ieri sera una delle padrone di casa (italiana) mi guarda e mi fa: "ma tu sei albino?"... cosa volete, gli inconvenienti dell'essere famosi sono anche questi... cmq le ho fatto un autografo e poi non mi ha disturbato più...   No, a parte gli scherzi... mi ha riconosciuto dalle foto nel mio blog... incredibbbile!!!

Anyway, alla fine il 90% dei partecipanti era italiano, ahaha! Nel senso: di italiani-italiani eravamo meno di una decina, ma c'erano un casino di italo-australiani, alcuni capaci di intendere e di volere in italiano, altri solo di intendere, altri neanche quello...  Ad ogni modo è stato molto divertente!

Domani invece, abbiamo noleggiato una monovolume da 8 posti xché andiamo a Noosa, sulla Sunshine Coast (clicca il collegamento per le foto).

Siamo io e i ragazzi della foto sotto (da destra: Sabrina, Cyrille (mio collega, Francese), Elisa, Giorgia, Matteo, ovviamente_Io e Cinzia). L'ottava è Mai, la ragazza giapponese della foto sottostante (non si vede bene la faccia, vogliate perdonarmi... ghghgh).

Ad ogni modo, per chiunque volesse cercarmi io domani sono qui...

E il massimo movimento che farò mi permetterà di vedere questo...

Buon weekend a tutti!!

(P.S: Scusate il pacco!)


postato da: albino alle ore 08:45 | link | commenti (10)
categorie: albino racconta
mercoledì, 01 febbraio 2006

Autocritica (Sottotitolo: Sono un Sega)

Ahi ahi ahi gente... sono una stella in declino. Finito come un calciatore sulla soglia dei 40, come un astronauta con l'asma, come una di Non è la Rai dopo averla data a Boncompagni. Svuotato. Banale. Sconclusionato. Mediocre.

Bah.

 Stavo rileggendo i post degli ultimi giorni... non c'è stile, non c'è approfondimento... butto frasi qua e là senza argomentare, senza capo né coda, senza senso...

Bah.

Prendete il post di ieri: veramente una Merda. E le mie elucubrazioni sui giovani d'oggi, partite come analisi e finite con l'essere poco meno che invettive? Parte la nave, imposto la rotta, poi me ne vado e lascio il timone per i cazzi suoi.

Bah.

Ok ok, a dirla tutta ci metto 30 secondi a post. Scrivo di getto, non ricontrollo, lascio scorrere il flusso e bla bla bla...

Ma cazzo. Uno viene a vedere il mio blog sperando che gli racconti un po' di questo paese, dei suoi luogi, della sua gente... e invece si trova skleri da 15enne. E si annoia, ecco.

Da domani si cambia. Mi vesto di stile, mi metto una cravatta di buon gusto. Inforco gli occhiali per farvi vedere questo fantastico mondo, mi metto le scarpe buone e vi porto in giro per l'Australia.

Grattatina di coglioni, ecco. Sono pronto per uscire. A domani!

 


postato da: albino alle ore 08:47 | link | commenti (7)
categorie: siamo nati per soffrire