Bello onesto emigrato Australia

...Il mondo globalizzato ha abbattuto le frontiere. Certo, vivo un po' fuori mano però non è male...


CHI SONO

Blogger: albino
Nome: ALBINO
Vivo in un mondo cosmopolita dove la cultura e' stata bandita.
Vivo in un posto dove perfino gli ingegneri sono integrati nella societa'.
Vivo in un posto dove tutto e' alla rovescia... a cominciare dal vortice dello sciacquone.

Vivo in una gabbia dorata... ma non aprite la porta... non ancora... non voglio rischiare di uscire.

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giovedì, 31 maggio 2007

Non volevo dirvelo

...ma sono incinto.

No, seriamente.

Fra 2 settimane a quest'ora è l'ultima sera nel deserto.

Se sto contando i giorni? Chi? IO? naaah...


postato da: albino alle ore 15:00 | link | commenti (4)
categorie: vita, sklerooo, siamo nati per soffrire
martedì, 29 maggio 2007

ORA posso dire di essere un vero australiano

La serata si prospettava già ottima dall'inizio, oggi.
Mi hanno chiesto di andare a tirar giù alcuni dati da una locomotiva che arrivava alle 8 di sera. E vabbé.

Telefono alle 7 just in case, e mi dicono che la locomotiva arriva alle 11. E vabbé.

Esco.
Non incontro una macchina che sia una in tutto il tragitto, 15 chilometri nel nulla più assoluto. Strada dritta, deserto a destra, deserto a sinistra. Unica luce, la luna.

Ad un certo punto, mi trovo due canguri in mezzo alla strada. Uno proprio sulla linea di mezzeria, l'altro sul bordo. Fermi.
Li schivo non so come, con stridio di gomme. Ero tipo a 80 all'ora.

Non faccio in tempo a dire cazzo, che ne becco un altro. Giusto in mezzo. Si sposta un attimo, io vado dritto senno' mi ammazzo, e lo becco. Stump! Dritto sull'angolo.
Sarà stato alto un metro e mezzo.

Arrivo in officina, non c'è la locomotiva. Chiamo, mi dicono che arriva alle 2, ma domani mattina sarà ancora lì.
Ok, torno a casa.

Mando un sms al mio capo: I ran over a kangaroo!

Mi risponde: So kangaroo for dinner tomorrow night!

...


lunedì, 28 maggio 2007

Applausi

Sono tornato nel deserto.

Posso dirvi? Il mio sentimento anti-italia sta aumentando di pari passo alla mia voglia di tornare in patria.

Oggi ho fatto due atterraggi, a Perth e Karratha.

Mi è venuto in mente che negli aerei gli italiani fanno scattare l'applauso quando si atterra.

Manica di terroni (nella cui categoria rientrano anche i nordici, non crediate di salvarvi), contadini che non siete altro, che fate 2 voli in vita vostra x andare al villaggio turistico o a Formentera, e avete ancora paura che gli aerei cadano, quando è più sicuro di attraversare sulle strisce...

Bene, ora che ho sfogato il mio rancore represso contro di voi che vi divertite mentre io sono qui a marcire, vi dico come mi vanno le cose.

E come volete che vadano?
Oggi mi hanno chiamato da Brisbane, ci sono casini per le ferie. Tipo che sembra non vogliano riconoscermi parte dei giorni-bonus che ho guadagnato lavorando i sabati e le domeniche qui nel deserto.
Li ho ovviamente insultati duro Ma non è finita. Se domani confermano la cosa, giuro che pianto un casino che mi sentite fino a lì.

Parlando di lavoro. Nella settimana in cui sono stato via 'sta massa di incapaci non ha fatto uno, dico UN SOLO passo in avanti. Niente.
Tutto come prima, se non altro che abbiamo una settimana in meno per portare a termine quella che ormai definirei ottimisticamente una mission impossible.

Ho visto Notte prima degli esami nella mia bellissima psp in aereo. Film veramente fiko, mi è piaciuto assai, soprattutto le atmosfere anni '80 ricreate alla perfezione... bel film, a parte il fatto che la protagonista è una troia.
Ci sono rimasto troppo di merda, mi hanno inculato il finale... io volevo una cosa tipo il mio miglior nemico... eh vabbé non si può avere tutto.

Come avete notato, oggi ho le mestruazioni. Sarà che, gira e volta, alla fine mi ritrovo sempre qua?

Ho concluso. Meno 14 giorni lavorativi al mio ritorno definitivo nella so-called "civiltà".

P.S: Vladimir Luxuria è stata picchiata in Russia. Sti russi del cazzo, incapaci di portare a termine un lavoro che fosse uno. Bah.


venerdì, 25 maggio 2007

Accademia Olympia

Marzo 2006

Era una mattina di sole. Stavo facendo la doccia, prima di andare al lavoro.

Dal nulla, sono rimasto fulminato. Un'idea spettacolare.

E ho deciso di realizzarla. Dopo una vita di letture, ho realizzato che ero pronto per fare la pazzia, scrivere una storia tutta mia.

25 maggio 2007

E' passato più di un anno. Dopo centinaia di ore, dopo centinaia di notti dormite 4-5 ore, dopo più di 370 pagine, più di 93000 parole .... eccomi qua.

Il mio primo romanzo, Accademia Olympia, è concluso.

Certo, va messo a posto. Altri 3-4 mesi di lavoro, ma si tratta solo di migliorarne la forma.

Sono al massimo della felicità.


giovedì, 24 maggio 2007

The Cheesy Phantom

Avete mai provato ad uscire con un gruppo di anglosassoni e raccontargli la storia del Cheesy Phantom?

Immagino di no. Beh, provate.

Se il vostro inglese e' un po' maccheronico, compreso di accento milanese "ueh-fìga!", meglio. Se entrate un po' in confusione a metà della storia, molto meglio.
Se ci mettete delle ore per finirla, poi, è il top.

Ma quando arrivate alla fine della storiella, e la terminate con

The phantom screams:  "Uhhh! I'm the cheesy phantom!!!"

And the Italian answers: "And I spread you on the bread!"

Beh, allora sarà proprio la fine. Guardate il gelo intorno a voi. Nessuno l'ha capita.
Vi renderete conto all'istante che non fa rima, e che la storiella del fantasma formaggino english-style non ha il minimo senso.

Poveri anglosassoni. Non sanno cosa si sono persi... ad essere italiano e conoscere gli antefatti, vi giuro... I CRAMPI.


lunedì, 21 maggio 2007

Deserto 2007

Mi sveglio la mattina, e accendo il telefono. Nessun messaggio, anche oggi, come sempre.

Mi vesto come Indiana Jones, con la camicia sporca di terra rossa. Mi manca solo la frusta.  Mi guardo allo specchio ,non sono niente male vestito cosi'. Ma tanto nessuno mi puo' vedere.

Salgo sul mio 4 ruote motrici, equipaggiato come ill rover di Lara Croft. Mi mancano le pistole (e le tette), e sarei uguale uguale. Se non fosse che lei si sveglia la mattina per cercare tesori in templi antichi, io mi alzo per andare a fare l'ingegnere (sic!).

Penso: chissa' quanta gente sogna di avere un po' di avventura. Quanta gente, in Italia, si riversa nel traffico della mattina e vorrebbe cambiare, per un po'. Quanta gente e' insoddisfatta, sente di marcire ogni giorno di piu', sotto lo stesso cielo.
Io provavo o stesso. Ora mi sveglio e vado al lavoro in fuoristrada, alla luce dell'alba. Esco la notte, cammino al buio, illuminato dalla via Lattea. Ogni giorno e'  una piccola avventura, qualcosa che nei villaggi turistici non si vede.

Sento (al telefono, o leggo in internet) che la primavera s'e' risvegliata. Non per me. Vedo la gente farsi delle storie,  com'e' giusto che sia. Andare a convivere, sposarsi, o semplicemente trovarsi qualcuno, anche solo per far ginnastica.. Mi sento lasciato indietro.
Vedo il mondo andare avanti, da fuori. Va avanti senza di me, ma ormai non mi importa quasi piu'.

La gente sembra farlo apposta. Mi chiede quand'e' che ti trovi una figa? Ma esci con qualcuna? ...eccetera.
Rispondo che non ci sono donne in questo posto. Ma non dico quasi mai qual e' il vero motivo: non sono interessato, al momento. Non me ne frega un cazzo. Ho altre cose a cui pensare.
La sensazione che nessuno riesca a capire quello che vivo e sento e' sempre presente.
Ovvio. Nessuno sa quello che si prova ad essere scesi dalla giostra. A guardare il mondo da fuori.

Parlavo con mio fratello, ieri. Mi avvertiva sull'ultima moda, mi raccontava di cosa dovro' comprarmi una volta arrivato in Italia. Sono cose tanto estranee al mio modo di pensare attuale, non potete capire. Ma dovro' rientrare nel giro, e bisogna farlo da capo a piedi.
Altrimenti la gente si gira a guardarti, a dire guarda quello, e' fuori dal giro. E' sceso dalla giostra. Non e' uno di noi.

Non ne posso piu'. Questa vita mi sta uccidendo. Stress e stanchezza, solitudine e limbo. Non vedo l'ora di svestire i panni del Crocodile Dundee e di tornare ad esistere come borghesotto veneto che vive con mamma e papa', e aspetta il venerdi per andare al Terrazza Mare. Di risalire sulla giostra.
Ma, questa volta, con una nuova consapevolezza. Qualcosa che non si puo' spiegare, qualcosa che ti cambia cosi' in profondita' da non riuscire a dirlo. Lo vedo ala mattina quando mi guardo allo specchio...

Spero di riuscire a reintegrarmi. Ho paura, capitemi. Paura di non trovare alcun appiglio che mi permetta di agganciarmi. Di sentire che, in fondo, quello e' ancora il mio mondo.


postato da: albino alle ore 03:49 | link | commenti (9)
categorie: vita
sabato, 19 maggio 2007

Legalità & Co.

Leggendo qua e là, mi sono trovato di fronte agli stessi temi trattati in questo blog negli ultimi giorni.

Si parla di legalità, e questo si inserisce perfettamente nel discorso che si faceva ieri, a proposito di sinistra che vuole educare per risolvere i problemi partendo dalla gente e destra che vuole risolvere i problemi partendo dal problema per educare..

Ecco alcuni stralci dell'intervista a Cofferati, apparsa su Repubblica.it.

Non lo neghi: certe campagne o minacce contro di lei nascono dal fatto che da sindaco "di sinistra" ha dato risposte non convenzionali ai problemi dell'immigrazione, della legalità, della sicurezza.
"Io sono convinto delle cose che ho fatto, e della loro utilità. Legalità e sicurezza vanno rideclinate fuori dalla dicotomia destra/sinistra. C'è il problema della mancanza di sicurezza sociale, legata alle condizioni oggettive ma spesso anche alle percezioni soggettive: se un cittadino si sente insicuro, tu non puoi limitarti a dirgli "le cose non stanno così", ma devi fare qualcosa per rassicurarlo. Il reddito, il lavoro, le protezioni sociali: più mancano certezze in queste sfere, più cresce la sensazione di insicurezza. Poi c'è il problema del pericolo per le persone: furti, scippi, rapine. A ognuno di questi problemi tu devi dare una risposta.
Finora la sinistra si è preoccupata molto delle azioni positive necessarie a rimuovere l'insicurezza, mentre la destra ha sempre impostato la questione solo in termini di protezione delle persone".

Sbagliano tutte e due?
"Per certi aspetti sì. L'azione positiva è essenziale. Ma difficilmente dà frutti dall'oggi al domani. E allora, se nel frattempo la sicurezza è minacciata o violata, serve un'azione di contrasto immediata. Lì tu non puoi e non devi avere esitazioni, perché in quel caso la repressione serve proprio a proteggere il più debole".

Ma a volte è esattamente questo che la sinistra le contesta. E vive i suoi interventi, dagli sgombri dei rom alle case occupate, come un "tradimento".
"La sicurezza è, insieme, un bisogno elementare e un diritto di cittadinanza. E la legge, condivisa e rispettata, è il pilastro su cui si costruiscono azioni di sicurezza efficaci per i cittadini. Tutto questo, per me, non significa tradire i propri valori, o smarrire la propria identità di sinistra. Al contrario".

Lo spieghi ai suoi critici, dai no global ai rifondatori.
"In alcuni esponenti di sinistra c'è un imbarazzo incomprensibile, quando si rende necessaria un'azione di contrasto all'illegalità. Nessun sindaco la intraprende a cuor leggero, sia chiaro. Ma la solidarietà, giustamente tanto cara alla sinistra, è più forte se sta dentro un sistema di valori condivisi e di regole rispettate da tutti. In questi anni l'ho detto mille volte: per me il rispetto della legge è un'ovvietà. Le polemiche sorprendenti innescate da queste mie parole dimostrano che, senza rendercene conto, eravamo andati davvero troppo in là".

C'è chi le risponde che, senza certe violazioni delle regole, i deboli non si sarebbero mai emancipati.
"È una sciocchezza clamorosa. I deboli si sono sempre emancipati chiedendo leggi più avanzate, non violando quelle esistenti. E quando l'hanno fatto, hanno compiuto un gesto di disobbedienza civile, pagandone un prezzo e accettandone le conseguenze. Pensi a Rosa Park, che resta seduta al suo posto sull'autobus, va in prigione per questo ma cambia la storia di una nazione e inaugura l'era dei diritti civili nel mondo. Qui invece siamo spesso di fronte a persone che non hanno nessun obiettivo "alto", violano la legge e non solo non accettano di pagarne il prezzo, ma pretendono addirittura un riconoscimento sociale per averlo fatto. Mi dispiace, ma questo non lo accetto da sindaco, come non l'ho mai accettato da sindacalista. Ovunque non c'è rispetto della legge, il debole soccombe e vince sempre il più forte. Questo, a sinistra, non tutti l'hanno ancora capito".

Qualcosa si muove. Prenda quel lettore di "Repubblica" che, di fronte a un'ondata migratoria spesso incline alla criminalità, si scopre per la prima volta "razzista", e si spaventa.
"Questa consapevolezza crescente mi conforta. Tutto sta cambiando, intorno a noi. Dobbiamo aggiornare le nostre categorie di giudizio, che non possono più essere statiche e immodificabili".

E speriamo che tutti lo capiscano, va'.


postato da: albino alle ore 13:49 | link | commenti (4)
categorie:
giovedì, 17 maggio 2007

Rispondo a Kamamuri

Mi prendo un altro post per dare una risposta piu' esauriente sul tema delle droghe leggere.

Credo sia giusto che ognuno faccia quel cazzo che gli pare, a casa propria. Su questo sono d'accordo con te. Non mi faccio nessun problema a dirti che a casa sua uno il ceppo se lo deve poter fumare di diritto, se lo vuole, e che in quel caso e' sacrosanto che debba essere legalizzata... o che ad una festa, x esempio, può essere anche d'obbligo (io stesso - raramente - l'ho fatto)...

Quello che non va nelle cosiddette droghe leggere e' che sono facili da assumere come una sigaretta, e ti danno alcuni degli effetti (perdita della capacita' di reazione, euforia, umore instabile, difficolta' di concentrazione) che ti danno gli alcolici. Tanta gente dice: se è legale l'alcool, perché non la maria? Ma la differenza sta appunto in questo: se lo legalizzo, il joint me lo posso fare normalmente mentre lavoro o studio (pausa-ceppo?)... farmi una tequila di mattina al posto della pausa caffé, se permetti, e' una cosa da alcolizzati e richiede delle cure serie.

Ti spiego dove lavoro io: un'azienda in cui c'e' - per principi di sicurezza sul lavoro - l'obbligo di essere a ZERO sia in alcol che in droghe. Per questo, una volta ogni 6 mesi tutti vengono sottoposti al drug test, la prova delle urine... e poi ci sono controlli a random. Se succede un incidente o se ti vedono non in ottima forma, scatta ancora il controllo delle urine.

Ecco, io sarei per legalizzare le droghe leggere se i divieti venissero rispettati come in Australia. Maria venduta al tabacchino, perché no... ma uno studente al giorno mi viene accompagnato a fare il test, e se ti beccano sei espulso, diretto come un fulmine. Per i minori di 18 anni d'obbligo il test che vede i precedenti 30 giorni, per i maggiorenni il test che vede le precedenti 12 ore (leggasi: se sei minorenne colcazzo, mentre se sei maggiorenne fai pure, ma non ti droghi a scuola, per piacere.  Se per caso la sera prima hai fatto una serata tra amici, una chitarra e uno spinello... beh, liberissimo. Tanto è come fare la prova del palloncino il giorno dopo, non si vede niente).

Al lavoro, idem... test delle 12 ore come fanno qui in Australia. Se la sera prima sei uscito e hai fumato sei a posto, ma se alle quattro del pomeriggio ti beccano sopra il limite, vuol dire solo una cosa: hai fumato durante l'orario di lavoro.Perciò: licenziato. Ciaoccciao...

Questo significa essere persone libere ma responsabili. No che sti sbarbatelli entrano in classe e ridono in faccia al prof. xche' sono ancora in fase up della canna, e il prof. che sente l'odore di maria entrargli in classe non può fare un cazzo.
 In Italia c'e' la barbagia e le regole non si possono rispettare... e allora si neghi, tutto. E si continui cosi', alla carlona come abbiamo sempre fatto.


postato da: albino alle ore 14:27 | link | commenti (7)
categorie: albino sentenzia

Cinismo 2007

Milano - 15enne muore in classe dopo aver fumato uno spinello.

Commento di albino: Che caro.

La prossima vita impari, coglioncello, che a scuola si va per far scuola e che i cannoni te li fumi nel doposcuola, se vuoi.

Un pirla di meno.


postato da: albino alle ore 03:52 | link | commenti (9)
categorie: albino sentenzia
mercoledì, 16 maggio 2007

Di cose da dire ce ne sarebbero parecchie

Ma una non la posso dire per scaramanzia.

Una non la posso dire perché il mio contratto me lo impedisce.

Una non la posso dire perché non è confermata.

Una non la posso dire perché sennò qualcuno si incazza.

Una non la posso dire perché non sono cazzi vostri.

E allora, a sto punto andatevene anche a fanculo, eh!


postato da: albino alle ore 14:32 | link | commenti (3)
categorie: vita, viaggio, sklerooo, stralci di vita vissuta, albino racconta
lunedì, 14 maggio 2007

dormire

[Inizio delle lamentele]

Ho sonno.

Lavoro troppo.

Non dormo un cazzo.

Ho sonno alle 6 di sera e poi alle 9 e poi basta, e va a finire che faccio l'una ogni notte.
E ho la sveglia puntata alle 6:27, sei giorni su sette.

Voglio dormire.

Voglio vacanza.

Manca poco, dai.

Ghesboro.

[Fine delle lamentele]


martedì, 08 maggio 2007

Binità

Avevano cominciando chiamandolo Il Pessimo, per via del suo leggendario squallore.

Avevano continuato chiamandolo Il Sensibile, per via di un'imbarazzante erezione occorsagli guardando un servizio di Studio Aperto.

Avevano infierito chiamandolo Il Boccalone, per il fatto che al mondo nessuno parla per il cazzo come lui.

E poi, stupendo le folle, si era rivelato per quello che era veramente: l'incarnazione, Lui: il dio del risotto.

Ma si sa... come ogni dio che si rispetti, la sua essenza è molto, molto di più.

Gaudete, o popoli della terra. Gaudete, perché si è scoperto uno e (al)bino... oggi si è manifestato nella sua seconda essenza.

Il dio della minestra di fagioli.

E domani, forte di questa sua nuova essenza, andrà al lavoro. Volando.

 


lunedì, 07 maggio 2007

Inizia il conto alla rovescia

Tanto per dimostrarmi per l'ennesima volta il mago di Excel, eccovi un piccolo resoconto della mia vita da qui al mio ritorno in italia!

KTA = giorni in cui lavoro a Karratha

BNE = Giorni in cui lavoro a Brisbane

FLIGHT = giorni di volo (minimo 10 ore)

HOLY = Giorni in cui cazzeggio!

Totale: 42 giorni all'alba! Daidaidaidaidai! E' quasi finita...

 


postato da: albino alle ore 14:08 | link | commenti (1)
categorie: vita, diario, sklerooo, albino vi insegna, albino racconta

Gironzolando per internet...

...andate un po' a vedere qualche forum...

Avete notato anche voi che i nati negli anni '80 fanno molti più errori di ortografia dei nati negli anni '70?

Andando avanti così ai nati del 2010 non insegneranno neanche più le addizioni, sigh... popolo di _sermpre_più_ ignoranti.


postato da: albino alle ore 10:50 | link | commenti (8)
categorie: albino sentenzia
domenica, 06 maggio 2007

Professionisti senza fiabe

Spezzo la monotonia di questo blog, incollando questo bellissimo articolo di Claudio Risé . C'e' una vagonata (mi si permetta il tecnico tecnico, nda.), di roba da riflettere, qui.

Attenti ai genitori giustizialisti. Quelli che pensano che, se un bambino si tocca, è perché qualche sporcaccione gliel'ha insegnato. E attenti agli psicologi/ghe che non hanno letto abbastanza fiabe. Perché sarebbero capaci di spedire la Benemerita a rintracciare il lupo che insidiava Cappuccetto Rosso, o di consigliare l'arresto per maltrattamenti alla matrigna di Cenerentola.
Due tipi di persone, infatti, sono del tutto inadatte a capirci qualcosa, nei racconti dei bambini. I primi sono i moralisti, i secondi sono gli «ortopedici dell'anima», come li chiamava Michel Foucault, i gran consiglieri e periti dei Procuratori della Repubblica, quelli che troppo spesso pensano che l'anima deve star su dritta come un soldatino, tra bianchi e neri ben definiti, e non accettano che, invece, venga su sghemba, tra zone grigie, crampi e stiramenti, come tutte le cose umane. Entrambi, moralisti e ortopedici della psiche, non sanno, o non ricordano, che i bambini piccoli, come aveva ben intuito il dottor Freud più di un secolo fa, sono soprattutto interessati al piacere, che perseguono costantemente, e con ogni mezzo. E quindi, se vedono che loro figlio/a proprio quello cerca, si mettono d'impegno a trovare il pedofilo che gliel'ha insegnato, versione postmoderna del diavolo tentatore di una volta. Non che i pedofili non ci siano (come del resto i diavoli), solo che non c'è bisogno di loro per far toccare i bambini, o farli disegnare cose imbarazzanti. Per quello, basta il «principio del piacere», una delle grandi forze psichiche che ogni bambino ha dentro di sé, utilissima, tra l'altro, per stare al mondo, e rimanerci, appunto, con piacere.
È proprio per il moltiplicarsi di queste due categorie, i genitori moralisti, e gli psicologi che nulla sanno (perché non gli è stato insegnato) dell'inconscio, delle sue fantasie ed affabulazioni, che oggi fare la maestra d'asilo è diventato pericoloso quasi come fare il marine, con altissime probabilità di soggiorni nelle patrie galere, gogne mediatiche in grande stile, con conseguenti depressioni, e anche peggio. Negli ultimi anni, infatti, i casi di pedofilia denunciati nelle scuole materne si sono moltiplicati. Dalla Lombardia al Piemonte, al Veneto, al Lazio, alla Campania, alla Sicilia le cronache dei giornali riportano i casi di abusi ai danni dei bambini. Storie raccapriccianti, vite spezzate, qualche infarto, bambini superinterrogati, con pessimi esiti psichici. Ma diciamo subito come finisce: «Nei casi osservati già giunti a sentenza, in diversi gradi di giudizio - ci informa l'accurato sito www.falsiabusi.it - possiamo annoverare ad oggi nove ordinanze di archiviazione, venti assoluzioni ed una sola condanna (da parte di un giudice di cui era stata chiesta la ricusazione perché aveva detto già prima che avrebbe condannato)».
Tutti assolti insomma.

Come mai? Ma perché in neppure uno di questi casi c'è un solo testimone uno che abbia visto una maestra fare le porcherie con un bambino. O abbia notato il pulmino, o la macchina, che lascia l'asilo (dove poco si può fare, perché altri vedrebbero) col suo carico di maestre e piccole vittime, dirette verso la villa dei misteri, presente più o meno in ogni inchiesta. Tutte le vicende invece (l'ultima si è conclusa a Brescia un mese fa, con assoluzione generale, ma due maestre erano rimaste agli arresti per quattro anni, e altre trasferite, cacciate, calunniate), partono da insistenti domande dei genitori, a cui i figli finiscono per rispondere: me l'ha detto (o fatto) la maestra, come fa Pierino nelle barzellette. Archetipo del bambino che non vuole grane, e ributta tutto sull'autorità onnipotente dalle spalle larghe; eloquente ma purtroppo non studiato nelle facoltà di psicologia, come del resto Freud. Né è ascoltato chi davvero ne capisce, come Luisella de Cataldo Neuburger, Presidente Associazione Italiana Psicologia Giuridica, dell'Università degli Studi di Milano: «La prova di colpevolezza non può essere affidata a pareri di esperti che continuano a confondere il processo con la terapia o a fondare il proprio operato sul convincimento, da decenni dimostrato falso, che “il bambino non mente mai”».
A Rignano, per dar più forza ai racconti dei bimbi, i genitori hanno prodotto Dvd casalinghi, con papà e bimba in mutande, lui che interroga e lei che smentisce, o coinvolgendo cugini più grandicelli che le tirano giù gli slip e le si mettono sopra, per far capire meglio cosa facevano le pedofile. Adesso, giù le mani dai bambini. Davvero, subito, e tutti. Pedofili, se colpevoli. Ma anche genitori ossessivi; psicologi che scambiano la loro competenza con una scienza naturale, mentre non ne ha l'oggettività né la certezza; esperti con l'ossessione di un satanismo de noantri, che nei casi finora esplosi c'era solo nella loro testa. Facciano attenzione anche i giudici, a non scambiare dei filmini impiccioni, e gravemente invadenti (sia pur in buona fede) verso i bambini, per prove di abuso.

Claudio Risé


postato da: albino alle ore 08:51 | link | commenti (4)
categorie: albino vi insegna, albino racconta