...Il mondo globalizzato ha abbattuto le frontiere. Certo, vivo un po' fuori mano però non è male...
Andate un po' nel sito di Beppegrillo, please... scaricate il volantino e dateci una letta.
A me Beppegrillo non sta proprio simpaticissimo, vi diro'. Primo perche' e' un sinistro mascherato da indipendente, e secondo perche' una parte delle sue verita' sono notizie non confermate e non dimostrate (ne ho sgamate piu' di qualcuna, ingegneristicamente parlando, nei vari spettacol che ho visto. Immagino quindi che ci sia dell'altro sotto, contando la mia cultura non certo eccelsa in altri campi).
Ad ogni modo, questa volta sono con lui, pienamente.
Per cui vi invito a partecipare, voi italioti che potete, x cortesia.
Poi ho solo un commento, se permettete.
Ho ricevuto una mail col volantino del V-Day... e dietro c'era un altro volantino aggiuntivo, scritto in word, che dichiarava come in Italia ci sarebbero 500000 auto blu. THAT IS BULLSHIT, e' una cazzata.
Qualche simpaticone, come al solito, si diverte a calcare la mano per rendere la cosa piu' impressionante, ma trasformando di fatto un'iniziativa seria in una cazzo di catena di sant'Antonio.
...Per fortuna che non ci hanno aggiunto sotto "Hai 5 minuti per inoltrare questa email altrimenti morirai dolorosamente sotto un TIR".
Maledetti italiani medi microcefali.
Maledetti politici ladri.
...Dai, muovete il culo.

...e chi li ha inventati!
Allora, dovete sapere che sono stato via nel deserto per due settimane, sono tornato ed ho realizzato che l'ultimo ad aver pulito quel cesso sono stato IO...
La mia coinquilina di bagno e' una francese, una _femmina_ ...che cazzo, dovrebbe farle schifo un cesso sporco, no?!?!
Capelli dappertutto, un tappeto di capelli - e li ha a spazzola. Sta troia, fossero almeno peli di figa ci chiuderei un occhio, ma cosi' no eh!
Ah, per la cronaca ieri ho comprato il baccala'. Importato dall'Italia. Che lo importa dalla Norvegia a sua volta, ma qui non lo sanno. E comunque non lo sanno cucinare per cui va bene, lo cucinano solo gli italiani, non per nulla al negozio lo chiamano BACCALA' FISH e non DRIED COD.. Stasera lo metto a mollo, dopodomani sara' pronto per essere baccalatizzato.
Scenetta divertente, sono arrivato in ufficio dopo la pausa pranzo, col baccala' sotto il braccio, come un francese con la baguette. Tanto per fare un parallelo.
L'avete capita? Vi ha fatto ridere?
...No?
Me ne sbatto.
Non c'ho palle di scrivere, si vede?
Vi sbatto giù le altre 10 foto, e poi la prossima settimana si ricomincia.
Dunque: questo come potete vedere è un tramonto. Romantico, no? Non tanto, se pensate che è la vista dal treno in corsa, con 24000 tonnellate di ferro che sferraglia (ovviamente... se era piombio spiombava) dietro al culo.


Un bel giorno (cioè venerdi scorso, non questo quello prima) poi capita che ci sia un casino atroce a Karratha, con una robba che non funzia e una sola persona (me medesimo) in grado di testarla.
Allora l'azienda che fa? Mi spedisce urgentemente indietro, noleggiandomi questo aereo privato otto posti.
Molto gentili, mi hanno risparmiato 8 ore in fuoristrada.
(Poi li ripagherò abbondantemente... la settimana scorsa ho lavorato 86, dico OTTANTASEI ore!)

Il check in e' stato fico, hanno pesato il bagaglio e poi ME, sulla bilancia, per decidere dove farmi sedere per bilanciare il trabiccolo.
Mentre aspettavo, sopra di me avevo una palma con due pappagalli di numero. Non tanti eh, si vede anche di peggio.

Ingresso dell'aereo... sic!

Cabina di comando......

E si parte! Ecco Paraburdoo dall'alto! Rigogliosa eh?


Questa invece e' Karratha, la ridente cittadina in cui ho passato 4 mesi della mia vita... sigh.

Questo è il workshop dove ho lavorato per un periodo. Se andate a questo post lo potete vedere da dentro.

E poi... tutto il resto è storia.
Ogni tano mi metto a guardare qualche blog, e guardo sconsolato 'sti post con 50, 70, 90 commenti... sigh. Ovviamente si tratta sempre di blog tenuti da donne-ragazze-ragazzine....
Io qua scrivo, scrivo, scrivo... ma nessuno qua ti commenta mai, a meno che tu non abbia la figa.
Il futuro e' delle donne cari miei, altro che parita' dei sessi....
Vabbe', bando alle tristezze. Mi correggo: anzi, passiamo a tristezze di livello superiore. Ho selezionato venti foto, che vado a postarvi or ora.
Si tratta del mio breve soggiorno a Paraburdoo, Western Australia, la settimana scorsa.
Paesino di 900 anime, in pratica un campo nel mezzo dell'outback australiano, a due passi dalla miniera di ferro che da vita e senso all'esistenza del paese. Il posto piu' vicino e' Tom Price, a un'ora e mezza di macchina, e poi nulla per Dio solo sa quante centinaia di chilometri.
Arrivo in aereo (di linea) da Perth, atterrando su un pezzo di strada asfaltata adibito ad aeroporto.
I bagagli ci vengono presentati al bordo della strada, in un container che viene adibito ad aeroporto. Eccovi la foto con me davanti, se non ci credete. Allucinante.

Eccovi poi un paio di foto della miniera... bella eh? sigh...


Il ferro viene caricato nei treni, lunghi 3 km e pesanti dalle 24000 alle 26000 tonnellate. I treni, ovviamente, sono quelli su cui lavoro io. Ecco una foto dall'interno...

...Ed ecco una foto della proporzione tra essere umano e locomotiva. Impresisonante, eh?

Ecco poi l'ennesimai foto del paesaggio brullo e desolato di qua... e' parecchio affascinante dal vivo, in due dimensioni non rende molto.

Si vede poco, ma se salvate la foto (e' a 1024x768) e la ingrandite potrete notare il treno scomparire all'orizzonte... o forse si vede la locomotiva in lontananza, boh.
Io qui ero in una delle locomotive posteriori, che spingono il treno (altrimenti non riuscirebbe nemmeno a partire, con solo due locomotive davanti) per 6 ore fino a fargli raggiungere la sommita' delle colline qui. Poi e' tutta discesa x cui le locomotive dietro si staccano e tornano indietro, pronte x un altro carico.

Ancora paesaggio. Mi chiedo dove porti quella strada... non c'e'nulla all'orizzonte.


Qua e' di sera. Il solito, noioso, palloso paesaggio.

...Basta ho finito.
Alla prossima per le altre 10 foto.
Riflettevo che molto spesso non si fa nemmeno caso alla complessita' e alle conseguenze delle nostre scelte... ci fermiamo a pensare al contingente, al futuro prossimo in cui si riflettono le nostre azioni di oggi, non tenendo conto che un battito d'ali di una farfalla a San Zenone degli Ezzelini puo' creare un maremoto dall'altra parte del mondo (a Karratha tanto per fare un nome a caso).
Pensiamo a Zinedine Zidane. Pluricampione, pluripremiato, pluriosannato, Eppure.
Eppure verra' ricordato sempre, sempre e solo per la testata data a Materazzo. Non per la champions del '96 o per l'intercontinentale del '97. Non per il mondiale del '98... e men che meno per i mille scudetti vinti con Juve e Real.
No, Zidane verra' ricordato per uno stupido colpo di testa.
Ma cosa poteva farci, il povero Zizou? Al momento niente, e' nella sua natura di stupido francese offendersi per un insulto rivolto alla santa donna di sua sorella, immacolata vergine quale sicuramente e'.
Niente da fare quindi, nel destino del poveretto era proprio scritto nero su bianco (o bianco su nero, per ricordare i suoi fasti juventini) che doveva andare a finire cosi'. A meno che....
A meno che anni addietro, senza tenere in mente il tornaconto momentaneo di andare a giocare in una delle squadre piu' forti d'Europa, il caro Zizou non avesse fatto una scelta differente, coraggiosa, apparentemente stupida.
Ecco cos'e' successo. Ce l'ha svelato Materazzo, finalmente dopo un anno e rotti.
Finale del mondiali, 9 luglo 2006.
Zidane, infastidito dalla marcatura stretta di Materazzo ed esasperato dai continui strattoni, sbotta (con accento torinese): "Ehi, se vuoi la maglia te la regalo a fine partita ne'!"
E Materazzo: "No grazie, preferisco la puttana di tua sorella!"
E poi, come tutti sappiamo, e' andata com'e' andata e il poveretto e' stato espulso.
Ma cosa sarebbe successo, se quella volta Zidane invece di andare alla Juve fosse andato al Venezia??
Finale del mondiali, 9 luglo 2006.
Zidane, infastidito dalla marcatura stretta di Materazzo ed esasperato dai continui strattoni, sbotta (con accento da gondoliere): "Ohi ta sboro, se ti vol tea dago a fine partia sta maja, va ben?!" (*)
E Materazzo: "No grazie, preferisco la puttana di tua sorella!"
E Zizou: "E mi quea sfondrada de to mare fracada in cueo dai cani dei to morti!"* (**)
Ed in quel caso, probabilmente, la testata sarebbe partita da quel bonaccione di Materazzo, e la finale avrebbe avuto probabilmente tutto un altro esito (Non e' detto, eravamo comunque decisamente piu' forti, e anche in 9 contro 11 non ci avrebbero segnato, quella sera).
Questo e' quanto. Meditate gente, meditate.
*Riporto la traduzione per i non udenti: "Ohi, ti ejaculo addosso! Se vuoi te la regalo a fine partita 'sta maglia, ok? "
**Idem come sopra: "Ed io tua madre, sfondata in quel posto li', nonche' posseduta analmente dai tuoi parenti oramai passati a miglior vita, che tra parentesi non erano degli esseri umani bensi' dei cani.
Si da il caso che stessi cercando un blocco per gli appunti, piccolo. Apro una borsa, e trovo di tutto, tranne il blocco.
Poi stavo cercando dei documenti, in un'altra borsa, e ho trovato il blocco.
Poi cercavo una chiavetta USB. Tre ore, cazzo. Alla fine, disperato, chiedo in giro, e mi consigliano di cercare nella borsa degli attrezzi. Vabbe'. Ovviamente non ho trovato la chiavetta (alla fine saltera' fuori che era usata come portachiavi nella borsa di un laptop...), ma un simpatico card reader, con il quale ho potuto scaricare le due misere foto che ho fatto finora.
Niente di speciale, eh.... gustatevi x ora il mio Land Cruiser, il posto dove vivo, la miniera e l'unico pezzo di strada asfaltata che ho trovato da queste parti. So che voi famelici di avventura avreste voluto vedere lo sterrato, ma per me solo l'asfalto e' degno di foto, in questo momento. Asfalto, ricordo di civilta' e di strade trafficate...




Telegrafico, proprio:
Notizia 1-sono nel deserto, di nuovo. Che non e' proprio un deserto-deserto, visto che ci sono degli alberi, ogni tanto. Sterpaglie, steppa, ecco... tipo. Ci sono 30 gradi, bel tempo.
Peccato che siamo nei mesi piu' freddi dell'inverno.......
Notizia 2- Qua non c'e' UN CAZZO. E per un cazzo, intendo che ieri sono atterrato SU UNA STRADA con l'aereo. Vivo in un prefabbricato neanche male, a dire il vero... ma non c'e' nulla. Non un ristorante (mangiamo in mensa), non un pub (ma tanto abbiamo l'obbligo di alcool a livello zero)... solo la miniera e un piccolo shop per comprare quattro cazzate.
Ci rifanno la camera ogni giorno, e questo e' un vantaggio.
Ho la jeep personale, un Toyota che sembra un camion, e questo anche e' simpatico.
Non prende il telefonino, a parte quello del lavoro (ah, tra parentesi, per chi volesse mandarmi un sms di insulti: +61429473869... ve lo do, tanto a fine settembre devo riconsegnarlo, che mi frega?)
Notizia 3- Ho fatto alcune foto, oggi. Pero' ho dimenticato il cavetto per trasferirle, e quindi sono un po' in trouble... Intelligente, vero?
Notizia 4- Ne ho gia' due coglioni cosi', ne ho gia'.
A presto per nuovi aggiornamenti, e magari foto, se riesco.
Dovete sapere che ora divido il bagno con la nuova coinqui francese. Capello nero, liscio, corto a spazzola.
Stamattina mi alzo, e mi trascino in cesso per la sana cagata mattutina. Ad un certo punto capita che mi sveglio, e riesco a mettere a fuoco il pavimento. E' pieno di capelli (?) neri. PIENO.
Vado in soggiorno, trovo gli altri due coinquilini. La francese, nel frattempo, se n'era andata.
albino: Ehi, il bagno è pieno di capelli. Cazzo.
Larnie: Boh, forse Marie perde qualche capello. Boh.
albino: No, non avete capito. Non c'è _qualche_ capello, ce n'è una montagna.
Larnie: Prova a farglielo notare, allora.
Stefano (imburrando pane tostato): Ma non è che sono peli?
Larnie (addentando pane tostato): Si, magari si è solo depilata...
albino (con aria riflessiva): Boh. Lunghi così non potrebbero essere che peli di figa.
Larnie (sputa pane tostato in faccia a Stefano): SPRUT!
Stefano: mmmph!
albino (con aria riflessiva):: boh, ma forse sono troppo dritti...
Larnie: SPRUT!
Stefano: OK! OK! Abbiamo capito!
L'altro giorno arrivo al lavoro. Mi chiama una segretaria da Perth: "albi, per proseguire con i test devi fare una visita medica,Categoria 1".
Ok, facciamo sta cazzo di visita, le rispondo.
Ma si da il caso che la visita si possa fare solo a Perth. E così... ieri mattina, ore 8:20, me ne volo in Western Australia. In giornata.
Ora, vi sembrerà una cosa, si ok, da ridere... ma non avete idea, probabilmente. Vi faccio un parallelo. Brisbane-Perth, come ore di volo, è come dire....
Roma-Lisbona? Seeeee!!!
Roma-Mosca? No no, acqua... non è il doppio ma quasi... (1400 miglia contro 2400)
Roma-Baghdad? Si quasi...
Vabbè, provate con Google Earth a vedrete quanta cazzo di strada ho dovuto fare.
Morale, mi compro Harry Potter numero 7 e comincio a leggerlo in aereo. Arrivo a mezzogiorno (ora locale, in realtà è due ore indietro quindi erano le 2, per me) a Perth, che sono già a pagina 80. Salgo in taxi, e vado al centro medico. Esame alle 2:30, e faccio in tempo ad arrivare a pagina 100.
Trovo un dottore inquietante, matto Italia, appena tornato dalla Toscana... che in bella mostra aveva una collezione dei puffi che si trovavano nelle sorprese degli ovetti kinder. Mi esamina, elettrocardiogramma etc, etc.... e poi mi dice che devo andare qui e lì per fare l'esame del sangue e la prova dell'udito.
Ah, tra parentesi... tutto sto viaggio l'ho dovuto fare a digiuno.
Morale: cammina per 2 km verso il centro medico numero 1, fatti estrarre il sangue.
Esco, vedo un supermercato cinese, ed entro a prendere qualcosa. Esco con un KitKat e un cartone da 200ml di latte al cioccolato, ho bisogno di energia.
Altri 2km a piedi (di cui gli ultimi 200 metri sotto la pioggia), altro esame. Udito.
Mi mettono in una cabina insonorizzata, con le cuffie, e devo schiacciare un pulsante ogni volta che sento un suono.
Esco dalla cabina, che la tipa mi fa: "Grande albino! Senti anche l'erba che cresce, mittico!" e io "Si si vabbe', chiamami un taxi, troia."
Arriva il taxi proprio mentre stavo leggendo un articolo sul perché la Holmes sarebbe succube di Posh Spice, e mio malgrado devo uscire. Vado in città, sono le 5 del pomeriggio scarse, piove e il mio volo è a MEZZANOTTE.
Mi faccio portare al pub belga. Muoio di fame. Ordino una Leffe gigante e un piatto di patatine fritte con la maionese, e mi strafogo. Birra, patate ed Harry Potter.
Esco che sono quasi le 6, e cammino fino al quartiere italiano (conosco la zona, ho vissuto a Perth per 2 settimane lo scorso febbrario, nda).
Arrivo ad un ristorante che conosco, si mangia di merda ma e' l''unico posto decente della via. Almeno non fanno la margherita con l'aglio, li'. Cmq pessimo.
Arriva la padrona, una di tipo 70 anni, molisana. Mi parla in inglese, le rispondo in italiano.
Mi fa: cosa desidera?
E io: c'e' qualcosa in questo menù che possa essere mangiato da un italiano?
Ride, e rido anch'io. Lei ride, ma in realtà pensa: "guarda sto stronzo" e io rido ma intanto gliel'ho cazzata che fanno da mangiare di merda e si spacciano per ristorante italiano.
Mangio, arrivano le otto. La vecchia baldracca mi pela (30 euro x un antipasto di merda e un piatto di pasta con le cozze) ma me ne fotto, tanto paga l'azienda. Prendo un taxi, mi faccio portare all'aeroporto perché ne ho due coglioni così. Sono a pagina 150 di Harry Potter, tra parentesi.
Arrivo all'aeroporto, mi fiondo al Qantas Club, la zona vip per noi che viaggiamo molto e abbiamo la tessera Gold di Qantas. Mi butto in poltrona, leggo un po', un po' dormo.
Aereo, si parte. Arriviamo a Brisbane alle ore 6:25 am... riesco a dormire solo mezz'ora, perché prendo sonno e mentre sto sognando che faccio baruffa con 3 tipe irlandesi (mai viste in vita mia) la mia vicina mi sveglia xche' deve andare a pisciare.
Lei: "Sorry... sorry, I have to go to the toilet"
Io (svegliato di soprassalto): "Oh... oh! Ye...yes of course, not a problem. Tua madre quella..."
Lei: "what?"
Io: "no, no... nothing nothing..."
Ore 7, con un altro taxi arrivo a casa. Mi accorgo che sono uscito senza chiavi. Suono, mi aprono bestemmianti perché li ho tirati giù dal letto.
Io invece a letto ci vado, per svegliarmi a mezzogiorno.
Ieri il project manager mi ha chiamato e mi ha detto: "albi, non serve che vai al lavoro domani, vista la nottata che ti attende"... io gli ho risposto: "Ah, sicuro? Davvero? No, perché quasi quasi stavo pensando di farmi un sonnellino la mattina e venire a ora di pranzo! Anzi no, meglio: faccio un dritto ok? Con straordinario alla fine. No, ma se vuoi anche un polmone dillo eh..."
...E lui, in tutta risposta, ha riso.
Che vita... e lunedi devo tornare nel deserto, di nuovo.
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«Sviluppo Parenti»: tanto varrebbe chiamarla così, la società Sviluppo Italia. Almeno in Calabria. Tra i dipendenti di quella che doveva essere una specie di nuova Iri «ma più moderna, agile ed efficiente» per rilanciare il Sud attirando investimenti esteri, figurano infatti decine di figli, cognati, sorelle, cugini e parenti vari di politici, sindacalisti, giudici. Assunti senza concorso, per chiamata diretta. E decisi a sostenere bellicosamente d'essere stati assunti per brillanti meriti professionali.
Che la società, al di là della pomposità manageriale della «mission» dichiarata («L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa è impegnata nella ripresa di competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno») sia diventata un carrozzone non è una novità. Lo sostiene il Sole 24 Ore che ne ha chiesto la chiusura perché «sbaraccare sarebbe un segnale di svolta più forte di qualunque riforma annunciata». E lo ha ammesso perfino l’amministratore delegato Domenico Arcuri: «Ho ereditato una farsa, una società con una struttura così elefantiaca che al cospetto la General Motors si intimorisce». Basti ricordare che, in attesa del drastico riordino annunciato, il gruppo è oggi un arcipelago di 181 società dotato di 492 amministratori, in larga parte legatissimi alla politica. Nelle sole «controllate» siedono 168 consiglieri di amministrazione, 93 sindaci e 78 membri degli organismi di vigilanza per un totale di 339 persone. Quanto ai dipendenti, sono 1.719, organizzati in maniera folle: il 63% negli «staff» e solo il 37% nelle «linee», da dove vengono i ricavi. Per non parlare delle gerarchie che, come ha scritto sul quotidiano economico Nicoletta Picchio riprendendo la denuncia dello stesso Arcuri, sono eccentriche: «Un dirigente governa due quadri, tutti e tre comandano 5 impiegati».
C’è poi da stupirsi se, stando ai dati Luiss Lab, Sviluppo Italia ha attratto investimenti stranieri nel triennio 2003-2005 per un totale di 297 milioni di euro contro i 760 veicolati in un solo anno, nel 2005, dalla omologa di Dublino che potremmo chiamare «Sviluppo Irlanda»? Dentro un quadro come questo, che ha spinto i vertici a giurare su una svolta netta con una riduzione del personale degli «staff» dal 63 al 20 per cento, un taglio di 601 dipendenti e una radicale ristrutturazione delle strutture periferiche, la Calabria merita una messa a fuoco. Se la Sicilia ha due sedi a Palermo e Catania, la Puglia una più due «incubatori» e la Campania ancora una più due «incubatori», l’assai meno popolata Calabria ne ha cinque. Quattro sedi a Cosenza, Crotone, Reggio e Vibo Valentia più un «incubatore» a Catanzaro. Come mai? Tutto «merito», dicono affettuosi gli amici e critici gli avversari, di quello che è stato il patriarca calabrese della società: Francesco Samengo. La cui biografia merita qualche riga perché rappresenta plasticamente le contraddizioni della macchina pubblica. Venti anni fa venne infatti passato allo spiedo dagli ispettori mandati dall’allora governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi a capire come diavolo avesse fatto la «Carical» (Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania), a lungo feudo della Democrazia cristiana e pilastro d’una politica spendacciona e clientelare, a inabissarsi in una voragine di mille miliardi di debiti. Saltò fuori di tutto.
Mutui accordati per pagare assegni protestati. Altri accordati accendendo due o tre ipoteche sulla medesima casa. Conti in rosso da incubo tollerati in base a «una buona impressione soggettiva ». Fidi da tre miliardi di lire dati per «finanziamento campagna pesche e pomodori » a un tipo che assicurava (e nessuno controllò se fosse vero) che avrebbe avuto un contributo europeo. Prestiti astronomici concessi «in attesa incasso contributo della Regione Calabria» nonostante fosse stata accertata «l’inesistenza della contabilità interna» del cliente. Una gestione scellerata. Che sfociò in un tormentone processuale evaporato tra rinvii e assoluzioni, rinvii e prescrizioni. E in una causa civile, con richiesta di danni per 80 milioni di euro, contro vari amministratori tra i quali appunto Samengo. Allora ras della banca a Cassano Jonico. Dove una casalinga (Angelina Lione) era arrivata ad avere un mutuo dando in garanzia «costruzioni abusive» e a ottenere finanziamenti vari, secondo Bankitalia, «denunciando un patrimonio netto di 4,3 miliardi esistente solo nella sua mente». Altri, in Paesi seri, sarebbero stati spazzati via. Samengo no. E dopo qualche anno di apnea, grazie all’appoggio dell’Udc («io non ne so niente di niente», giurò Giulio Tremonti) si ritrovò nel 2002 promosso ai vertici nazionali di Sviluppo Italia da quello stesso Stato che da lui avanzava i soldi della Carical. Bene.
Ricostruito il quadro, il giornale La Provincia Cosentina ha sparato nei giorni scorsi a tutta pagina un’inchiesta di Gabriele Carchidi. Con un elenco di 34 «assunzioni clientelari riconducibili ai politici di destra e sinistra, uomini di legge e dirigenti ». Figli, nipoti, cognati, cugini... Ed ecco Nerina Pujia, figlia del potente ex parlamentare della Dc Carmelo. Carlo Caligiuri, figlio dell’ex consigliere regionale diessino Enzo. Cecilia Rhodio, figlia dell’ex presidente regionale democristiano Guido. Paola Santelli, sorella dell’ex sottosegretario alla Giustizia e oggi deputata azzurra Jole. Marco Aloise, candidato sindaco per An a Paola nel 2003. Luigi Camo, figlio dell’ex senatore ulivista Geppino, oggi presidente della Sorical. Giovanna Campanaro, nipote dell’ex deputata democristiana e oggi «loierista» Annamaria Nucci (ora assessore comunale a Cosenza) e dell’ex assessore regionale Giampaolo Chiappetta.
E poi ancora Andrea Costabile, nipote dell’ex assessore regionale e attuale senatore Udc Gino Trematerra. Ed Emilio De Bartolo, assessore comunale diessino di Rende, figlio dell’ex assessore ed ex preside della Facoltà di Economia all’Unical Giuseppe. E Giada Fedele, moglie del casiniano vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Occhiuto. E Sandro Mazzuca, assunto con la moglie Fausta D’Ambrosio per la felicità dello zio acquisito Pino Gentile, consigliere regionale azzurro. E Antonio Mingrone, nipote dell’ex deputato forzista G. Battista Caligiuri. EGiovanna Perfetti, figlia dell’ex consigliere regionale buttiglioniano Pasqualino. E via così. Qualcuno, seccato, s’è precipitato a precisare. Paola Santelli assicura che l’assunzione è precedente all’elezione della sorella Jole in Parlamento. Il senatore mussiano Nuccio Iovene che suo fratello Daniele lavorava da anni «alla Società per l’imprenditoria giovanile» assorbita da Sviluppo Italia. Altri hanno fatto spallucce. Macché scandalo, così fan tutti...
Gian Antonio Stella
04 agosto 2007
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Ok, siamo uomini. Ma cazzo.
Vi ho detto che la mia azienda ha cambiato sede? Ok, non ve ne fotte niente, ma aspettate un secondo perche' la cosa ha rilevanza alla luce di quanto sto per raccontare.
Siamo su due piani, ora. Circa 300 persone. Con quattro bagni per i maschi, e 4 per le femmine. Due al primo piano, e due al piano terra.
Ogni bagno maschile consta di un orinatoio ed un bagno con water.
Vi sembra pochetto? Aspettate, non e' finita.
Il bagno in questione ha la parete piu' porta di quelle a stile cesso americano, ovvero con una ventina di centimetri di spazio libero sotto.
Morale: quando entri in bagno vedi scarpe e braga calata di chi sta cagando. E non serve essere Sherlock Holmes, diciamo, per riconoscere chi sta espletando.
E' da ridere entrare e pensare: "Toh, c'e' il direttore che caga!"
...Un po' meno quando sei tu, a cagare. Tu, che indossi scarpe italiane che tutti ti guardano e tutti ti invidiano e tutti ti chiedono dove le hai comprate e tutti sanno che ce le hai te.
E con tipo 200 maschi per quattro water... vi assicuro che di gente ne entra tanta, tipo uno ogni 30 secondi. In media.
La prossima volta neanche chiudo la porta. Tanto, ormai.
Sono vivo.
Ebbene si', dopo l'entusiasmante viaggio sono vivo.
Per chi non lo sapesse, lo riassumo qui:
Lunedi mattina: Venezia-Roma ore 7:40. Alle 6 ero in aeroporto, ovviamente visto che era lunedi mattina. Ritardo dell'aereo, logicamente. Ma non a causa dell'aereo bensi' degli incapaci al Check-in Alitalia. Tre ore a persona, maledetti loro e i loro morti.
Aeroporto di Roma: arrivato alle ore 9, e il volo per Dubai era alle 6 di sera. Totale: quasi 9 ore d'attesa. Perche' tutta questa attesa? Ehm... pensavo che il volo fosse alle 2 del pomeriggio e ho prenotato il volo di mattina. In realta' avevo letto male ed era il check-in ad aprire alle 2. Colpa mia.
All'aeroporto tra parentesi trovo comitiva di simpatici napoletani che si stavano raccontando i trucchetti che usano per vivere alle spalle della societa', tipo falsi annunci sui giornali per farsi chiamare e ricaricare.
E non dico altro, che senno' poi mi dite che sono leghista e Stormeyes smette di commentarmi.
Ah, tra parentesi causa black out in aeroporto l'aria condizionata non funzionava, per cui ho dovuto iniziare questo infinito viaggio con la maglietta sudata. (gingle: con questa frase fate finta che sia scattato l'inno di Venditti: Grazie Roma!)
In coda al check-in, conosco milioni di australiani che si lamentano della sporcizia e della disorganizzazione che regna sovrana in Italia.
Chiedo loro: Ma dove siete stati?
E loro: a Roma e Sorrento.
E io: ...Lasciamo perdere senno' poi mi dite che sono leghista.
E loro: Eh?
Volo Roma-Dubai (7 ore). Arrivo a Dubai ore 1:45 locali. Poi, attesa fino alle ore 8:45 (7 ore) in aeroporto.
Ho dormito sulla moquette per terra, per due ore.
Per il resto, ho girato come un pirla.
Da notare una cosa simpatica: in aeroporto si usano come auto di cortesia delle ferrari o delle Mercedes serie S. Bianche, con la scritta "aeroporto di Dubai" sulla fiancata. Ne ho viste una decina (di ferrari).
La minchia.
Volo Dubai-Brisbane con Stop over a Singapore: 17 ore. Arrivo a Brisbane alle 6 di mattina del MERCOLEDI (ero partito da casa alle 6 del LUNEDI!!!!!), ma sono uscito dall'aeroporto alle 8 causa fila chilometrica per i controlli sulle valigie. Coda gestita malissimo per il cazzo, tra l'altro.
Ritrovo gli australiani di Roma, li guardo e gli dico: visto che coda? Non eravate tanto bravi voi?
E loro: almeno non e' sporco per terra.
E io: ma mangiatemelo va''!
...Sono sempre cosi' io: italiano in Australia e australiano in Italia. Ma e' il bello di essere un po' di qua e un po' di la', no?
Arrivo a casa alle 9 di mattina. Avevo i giramenti di testa dal sonno, dopo due giorni due senza dormire. Mi dico: vabbe', vado a letto 2 orette. Punto TRE sveglie a mezzogiorno e vado a letto. Mi sveglio alle SEI DI SERA... le tre sveglie non le ho neanche sentite di striscio. E vabbe'.
Mi faccio tremila paranoie sul fatto che non avrei piu' dormito la notte seguente.
E invece. Sono andato a letto a mezzanotte e mi son svegliato questa mattina. E senza trovare l'invasor, per giunta.
Che altro dire? Sto bene, qua e' tutto ok e stasera vado a comprarmi un cartone di birra. I miei coinquilini sono TUTTI a dieta, per cui sara' da soffrire... ieri ho dovuto lottare per mettere l'OLIO nel risotto, perche' il mio pirla di coinquilino sostiene che il soffritto e' troppo grasso. Poi stamattina si stava imburrando la fetta biscottata, ma quello non e' grasso. No.
Ultima nota di colore: il mio vicino di posto tra Dubai e Brisbane mangiava PRIMA la torta e POI il pane col formaggio.
E' dopo averlo visto (ed aver sfoggiato la stessa faccia disgustata di sempre) che ho capito che stavo tornando qui in Downunder.
SEE YA LATER GUYS!